All'interno del libro Storia chimica di una candela di Michael Faraday, citato in un post precedente di questo blog, sono presenti molti esperimenti in cui vengono utilizzate delle candele.
Un esperimento interessante si trova dalla pagina 130 alla pagina 132, ed è uno degli esperimenti che Faraday utilizzò per spiegare ed esporre il parallelismo tra la natura della combustione di una candela e la respirazione umana. Citando il libro a pagina 130:
"Il paragone stabilito da alcuni autori fra la vita umana ed una fiaccola è una semplice metafora poetica; pure, se volete essermi cortesi d'un po' d'attenzione, io credo poterla giustificare".
L'esperimento consisteva nell'utilizzo di un apparecchio costituito da una tavola di legno con un solco, un coperchio per coprire il solco, due cilindri di vetro uno senza le basi mentre l'altro possiede una sola base.
Nel cilindro con la base viene posta una candela a un'estremità del solco mentre l'altro cilindro è posto all'altro estremo del solco.
L'aria che alimenta la candela è quella che proviene dal cilindro senza basi.
Tappando questo cilindro la candela si spegne avendo consumato tutto l'ossigeno, la stessa cosa avviene esalando il proprio fiato nel cilindro siccome esso si sostituisce all'ossigeno.
Con questo esperimento Faraday dimostrò la natura essenziale dell'ossigeno per la candela e l'essere umano.
A seguito di questo e altri esperimenti dimostrò l'importanza della ventilazione dell'aria nelle abitazioni più povere, dove molte persone respirano più volte la stessa aria (pag. 133).
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